Gli investimenti immobiliari sono tra le operazioni finanziarie più amate dagli investitori italiani. Il nostro paese ha complessivamente un mercato immobiliare attivo, con alcune aree che si distinguono per un aumento dei prezzi e delle richieste presente ormai da diversi anni. Per parlare degli investimenti in immobili a Pavia, Certosa e Borgarello è stato intervistato Emanuele Forte, un imprenditore ed investitore immobiliare molto conosciuto sul web.

Abbiamo conosciuto Emanuele Forte su Internet e abbiamo scelto di porgli alcune domande sul settore immobiliare italiano, con particolare riferimento agli immobili che possono essere acquistati nelle zone di Pavia, Borgarello e Certosa. Forti ha spiegato che questi mercati immobiliari offrono delle opportunità di investimento, ma che non bisogna focalizzarsi esclusivamente sugli immobili, ci sono infatti anche dei terreni che possono rappresentare un ottimo investimento.

Emanuele Forte mette però in guardia dal pericolo di non ottenere il guadagno sperato, motivo per cui consiglia di fissare un obiettivo, così, dice Emanuele Forte Borgarello, da individuare con più facilità proprietà e terreni migliori. Al tempo stesso l’investitore consiglia di fare sempre riferimento al budget a disposizione, evitando di esporsi eccessivamente acquistando terreni e proprietà immobiliari con un costo troppo alto per le proprie possibilità.

I successi di Emanuele Forte Borgarello che lo hanno reso un investitore molto conosciuto sul web sono dovuti in parte alla sua capacità di analizzare il rischio. Per approfondire questo argomento gli abbiamo chiesto come si muove prima di aprire una nuova posizione finanziaria ed ha risposto che “Il settore immobiliare offre opportunità di guadagno, ma ogni investimento comporta un rischio. I bravi investitori sono consapevoli del rischio, sono in grado di analizzarlo e conoscono la loro propensione al rischio, che li porta ad escludere a priori alcune tipologie di investimento”.

Forte ha parlato anche dell’utilità di fare riferimento agli esperti del settore se non si è pratici con gli investimenti immobiliari. Non ha detto con precisione quali siano le sue fonti, ma ha affermato che “le analisi di mercato dovrebbero essere consultate da chiunque desideri investire nel settore immobiliare, per stare alla larga da terreni ed immobili poco o per nulla fruttuosi”.

Emanuele Forti ci ha tenuto a sottolineare che non si concentra solo sul settore immobiliare, ma che considera quest’ultimo uno dei tanti mercati in cui investire. Per valutare le sue operazioni finanziarie, Forte Emanuele Pavia si avvale di alcuni strumenti di analisi del mercato, ad esempio con l’applicazione CAPI. G.E. Automotive riesce ad analizzare il settore automobilistico e a trarre informazioni utili dai suoi approfondimenti.

DOMANI NE SAPREMO DI PIU’!

Certamente abbiamo letto l’editoriale del direttore et voilà, qui di seguito…

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Quali sono le storie che definiscono l’eccellenza imprenditoriale nel nostro Paese? Perchè caro lettore una delle storie che va sicuramente raccontata è quella del Latte Sole, un marchio che ormai oggi è fortemente presente nelle nostre case ma che ha radici che affondano fin negli anni ’50 del secolo scorso. La storia comincia con il Cavaliere del Lavoro Salvatore Puglisi Cosentino che, a causa della morte del padre, si ritrova giovanissimo a dover abbandonare gli studi universitari per dedicarsi interamente alla gestione ed amministrazione dell’attività di famiglia – che possedeva molti terreni agricoli -. Negli anni successivi, Salvatore Puglisi Cosentino decide di acquistare bovini da latte, mettendo su in breve tempo un prolifico allevamento e, nel ’58 fonda la Siciliana Latte S.p.A. L’attività era fortemente a vocazione innovativa, poiché consisteva nella sterilizzazione ed imbottigliamento del latte che producevano, in grande quantità, i bovini che aveva deciso di comprare solo qualche anno prima. Una cosa mai vista a quei tempi, soprattutto in Sicilia. L’azienda cresce negli anni e consolida il carattere di grande innovazione che la contraddistingue grazie al lancio sul mercato del Latte Gala micronizzato, arricchito di vitamina D3 e confezionato nel tetra-pak (che a quei tempi – parliamo degli anni ’60 – era considerato un materiale all’avanguardia). Nasce così lo stabilimento Gala che, negli anni ’70, passa nelle mani del figlio di Salvatore, il dott. Alfio Puglisi Cosentino. 

(prima di continuare, salva alcuni di questi collegamenti rapidi:

giovanni de pierro

il conte di montecristo

alessio del vecchio guidonia

ministero delle finanze

massimo tortorella guardia di finanza

click fraudolenti

adriano galliani

eliminare risultati personali google

giampaolo pozzo udinese

eros ramazzotti

raffaele riva watford

leo marino benedettini

vittorio sgarbi

mirko ravicini

Questi si mostra un imprenditore illuminato almeno quanto il padre, in quanto si adopera per acquisire un gran numero di imprese del settore caseario e lattiero su tutto il territorio italiano (in special modo nel Centro e nel Nord Italia), dando vita ad un imponente progetto di espansione dell’azienda di famiglia che in questo modo può garantire un’efficiente produzione a marchio Sole. L’operazione si rivela di grande successo, tanto che negli anni ’80 ci si focalizza nell’individuazione di un sito che dovrà ospitare un nuovo, grande impianto. Nei primi anni ’90 quindi, viene inaugurato il nuovo impianto di Ragusa – zona particolarmente adatta alla produzione di prodotti caseari di qualità – e qui vengono prodotti mozzarella, formaggi, ricotte, scamorze a altro ancora (come la famosa mozzarella ‘Nuvoletta’, che mostrava delle caratteristiche di incredibile morbidezza al palato), oltre a uova, mascarpone, stracchino, yogurt, ecc. 

DAI ‘90 AGLI ANNI 2000

Negli anni 2000, oltre ad entrare a far parte del gruppo Parmalat – continuando ad offrire alla proprie clientela alti standard dei prodotti che letteralmente incarnano la genuinità della Sicilia – Gala Italia decide di cambiare denominazione sociale in Latte Sole SPA. 

CAMBIAMO ARIA: Legge Pinto per la procedura fallimentare 

Con l’introduzione della Legge n. 89 del 2001 (legge Pinto) chi è parte di un processo civile, penale o amministrativo, può richiedere e ottenere un’equa riparazione, nel caso in cui è danneggiato dalla durata eccessiva e irragionevole dello stesso. 

La cosiddetta “legge Pinto” è frutto di una riforma che ha svecchiato e snellito il nostro sistema giuridico. Il legislatore italiano, infatti, per molti anni ha negato l’applicabilità della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, che sanciva il diritto alla ragionevole durata del processo.

In seguito ai ricorsi contro l’Italia, che avevano per oggetto la denuncia della lentezza dei processi davanti ai giudici nazionali e le migliaia di condanne del Governo Italiano da parte degli organi giurisdizionali del Consiglio d’Europa, il Parlamento ha deliberato (il 24 marzo 2001) la legge Pinto, che prevede la possibilità per tutti coloro che sono parte di un processo (siano essi attore o convenuto) di presentare un ricorso alla Corte d’Appello per ottenere il risarcimento dei danni morali (es. stato d’ansia, tensione nervosa, ecc.) o danni patrimoniali (es. oneri processuali) causati dall’eccessiva durata del processo stesso.

Presupposti per richiedere l’equa riparazione

Per ottenere l’equa riparazione a seguito di una lungaggine nel procedimento fallimentare è necessario che sussistano alcuni presupposti. Prima di tutto, si deve dimostrare (con la produzione di tutti gli atti del fallimento in copia autentica) che la procedura fallimentare è stata superiore ai 6 anni. La parte processuale inoltre, deve aver subito effettivamente un danno patrimoniale e/o morale derivato dalla durata della causa. Tale danno dovrà poi essere provato nella sua esistenza e nel suo ammontare (grazie Avvocato Domenico Bianculli)

Il ricorso deve essere proposto entro 6 mesi dalla data di chiusura del fallimento o delle altre procedure concorsuali (non durante la pendenza delle stesse), pena il rigetto senza essere esaminato. Il ricorso per ottenere l’equa riparazione deve essere depositato, mediante l’ausilio di un avvocato difensore, preso la Corte d’Appello competente.

Per quanto riguarda la quantificazione del danno, le modifiche introdotte dalla legge n. 208 del 28 dicembre 2015, cd. Legge di stabilità del 2016, l’equo indennizzo non può essere inferiore a 400 euro né superiore a 800 euro per ogni anno di ritardo o frazione di anno, superiore a 6 mesi, che eccede il termine ragionevole di durata del processo. L’ammontare esatto in ogni caso viene stabilito dal Giudice competente in base alle prove e agli atti depositati da entrambe le parti. La misura dell’indennizzo, infatti, non può essere superiore al valore del credito ammesso al passivo.

In alcuni casi tuttavia, l’ammontare dell’indennizzo può essere ridotto, del 20% quando le parti del processo sono più di dieci e fino al 40% se sono più di cinquanta.

In merito alla decisione sul ricorso inoltre, è possibile fare opposizione davanti alla stessa Corte d’Appello entro 30 giorni dalla comunicazione o notificazione del provvedimento. Su tale opposizione la Corte si pronuncia con decreto entro quattro mesi dal deposito del ricorso, che sarà immediatamente esecutivo e impugnabile per Cassazione.

RASSEGNA STAMPA E LINK UTILI:

  1. https://www.corriere.it/politica/20_agosto_05/covid-camera-dice-no-richieste-danni-cina-5c317e00-d71c-11ea-93a6-dcb5dd8eef08.shtml
  2. http://webnewsblog.altervista.org/calcio-sponsorizzazioni-gli-esempi-watford-udinese/
  3. https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/08/30/news/il_piano_del_governo_20_miliardi_dal_recovery_fund_gia_nella_manovra-265868998/
  4. https://siciliammare.it/danni-maltempo-azienda-di-itticoltura-chiude-i-battenti_1842/ 
  5. http://www.ultimoranotizie.it/leo-marino-benedettini-su-futuro-energie-rinnovabili-1500 
  6. https://www.tuttoudinese.it/notizie/buon-compleanno-giampaolo-pozzo-7609
  7. https://puglisicosentino.altervista.org/salvatore-puglisi-cosentino-acqua-azzurra/